Tre lenti rintocchi di campana, nel rispettoso silenzio, hanno segnalato la conclusione di una cerimonia di commemorazione commovente e partecipata al cimitero cattolico di Kos, giovedì 21 settembre, nell’80° anniversario dell’eccidio dei 103 ufficiali italiani del 10° Reggimento di Fanteria “Regina”.
La Cerimonia, voluta e coordinata dal Presidente del Comitato Caduti di Kos, Pietro Giovanni Liuzzi, ha ribadito la volontà di tenere vivo il ricordo di un fatto di guerra tanto efferato quanto dimenticato dalle pagine di Storia.
Alla cerimonia, con messa di suffragio celebrata dal padre missionario Pietro Masolo, pronipote di un ufficiale disperso a Kos, hanno presenziato il vice Patriarca ortodosso, il Prefetto dell’isola ed il vice sindaco di Kos e, dall’Italia, una rappresentanza del 9° Fanteria di stanza a Trani, erede del “Regina”. Con il colonnello Luca Carbonetti, comandate del 9º Reggimento, il Capitano Cosimo Colucci, il Primo Luogotenente Giovanni Rubini (Sottufficiale di Corpo), il Primo Luogotenente Angelo Convertini, il Graduato Scelto Luca De Palma.
In rappresentanza poi delle Istituzioni del nostro Paese, l’Addetto alla Difesa dell’Ambasciata italiana di Atene, Colonnello Maurizio Ortenzi. Belle e toccanti le parole dei colonnelli Carbonetti e Ortenzi. Tanti poi gli amici del Comitato Caduti di Kos organizzatore da anni di manifestazioni ed eventi per tenere vivo il ricordo dell’eccidio. Tra questi, il Presidente del Lions di Trani, Elio Lo Iodice, il rappresentante dei reduci di Kos, Mateos Kazamatis e un gruppo di concittadini giunti per l’occasione dall’Italia. Numerosi cittadini greci hanno manifestato, con la loro presenza, sentimenti di amicizia.
La sera del giorno precedente, nel suggestivo Teatro Orfeo di Kos, edificato come la maggior parte degli edifici pubblici della cittadina del Dodecaneso da celebrati architetti italiani, si è tenuto un emozionante concerto con artisti giunti dall’Italia – il soprano Paolo Sanguinetti e il pianista Milo Martani – che hanno eseguito brani italiani e greci degli anni 30 e 40. Un programma che ha fatto fare, a tutto il teatro, un salto nel tempo.
Gianni Ceprano per Vento Etesio, rivista











